L’INFORMATICA PER INTEGRARE L’ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA di Luca Pallavicini
Da sempre chi svolge il lavoro di aiuto alla persona nell’ambito socio- assistenziale- sanitario ha vissuto il difficile ma costante impegno di consentire a tutti i cittadini di essere informati su che cosa e su quanto possono contare per avere riscontro ai loro diritti e risposta ai loro bisogni e problemi. L’esigenza dunque è quella di avere un luogo d’incontro che sia comune all’ambito sanitario e a quello sociale, dove sia possibile trovare le risposte a tutte le domande in tema di servizi. E dove sia possibile riunire, in modo omogeneo e fruibile, tutte quelle informazioni che oggi sono frammentate, consentendo agli operatori stessi di sapere che cosa reperire e come.
Oggi tutto questo si può ottenere grazie a una procedura informatizzata, integrata e condivisa dai vari servizi coinvolti, che potrà dare risalto a un percorso formativo finalizzato a documentare i progetti socio- sanitari- assistenziali svolti.
Riunire le informazioni
Il programma informatico, risponde all’esigenza di estendere il concetto di “documentabilità” a tutta l’organizzazione dell’impegno quotidiano. Anzitutto, documentare come il lavoro è organizzato e svolto permette una “progettualità” degli interventi da attuare, distribuita nel tempo in modo equilibrato e funzionale alle esigenze e alle risorse disponibili. In questo modo è così anche più semplice evidenziare gli interventi degli operatori andati a buon fine, i progetti ben riusciti e le risorse risparmiate.
Una struttura metodologica di questo tipo possiede l’evidente vantaggio di rendere più semplice, estremamente intuitiva e soprattutto maggiormente accessibile tutta la documentazione professionale, per gli operatori e per l’utente finale. Agevola anche la collaborazione fra le diverse professionalità e la condivisione delle informazioni.
La produzione di documentazione consente inoltre l’aumento di conoscenze intorno a un problema e favorisce la capacità di vedere le soluzioni adeguate facendo guadagnare tempo, conoscenza e pensiero creativo. Da non sottovalutare il fatto che l’atto di documentare significa anche permettere di costruire la storia di una professione, agevolando lo sviluppo delle competenze professionali, la fedeltà nel registrare processi, progetti e interventi, assicurando il controllo sugli stessi, in modo tale che sia possibile avere una misurazione e la conseguente valutazione. D’altra parte una documentazione che risulti ampia e misurabile, rivolta all’operatore, ma anche all’utente fino ad estendersi allo stesso servizio e alla collettività, consente il necessario controllo da parte dell’organizzazione sull’operato del professionista.
Perché usare lo strumento informatico
La validità di utilizzo dello strumento informatico all’interno di un contesto metodologico che integri le risorse in campo socio- sanitario- assistenziale si riscontra nella rapidità ed efficacia con la quale i documenti possono essere usati da parte di ogni realtà che agisce in questo settore e di ogni singolo servizio. L’utilizzo in rete della documentazione, inoltre, consente agli operatori di visualizzare gli strumenti di cui hanno bisogno da postazioni diverse e non vincolate, velocizzando il lavoro d’equipe anche grazie alla possibilità di fruire di una documentazione di facile compilazione ed estremamente chiara. Documentazione che è disponibile nell’immediato per tutte le figure professionali autorizzate con l’innegabile valore di poter seguire l’andamento di più progetti assistenziali nel corso del tempo. Grazie alla totale condivisione offerta dall’uso della rete informatica, gli operatori sono in grado di distribuire le risorse disponibili nei progetti e documentare così le richieste all’amministrazione che a sua volta potrà verificare sia l’efficacia del lavoro svolto dagli operatori, sia le reali risorse, siano queste di personale o economiche, impiegate nei servizi. Di conseguenza potranno essere eseguite indagini censuali su larga scala creando così un confronto costruttivo, del tutto in linea con lo sviluppo della comunicazione attraverso le reti telematiche.
Che cosa offre il progetto
Per poter sviluppare il progetto di integrazione dei servizi il gruppo di Villa Basilea a Genova è grado di definire:
a) gli obiettivi strategici e le priorità di intervento nonché gli strumenti e i mezzi delle singole realtà operanti sul territorio.
b) le idonee modalità organizzative dei servizi, i requisiti strutturali e professionali, e i requisiti di qualità.
c) quali forme di rilevazione dei dati adottare nell’ambito del sistema informativo per rispondere in modo adeguato alle esigenze evidenziate dai servizi.
d) come garantire l’integrazione tra servizi, prestazioni e progetti individuali.
e) quali sono le modalità per la collaborazione dei servizi territoriali con i soggetti operanti nell’ambito della solidarietà sociale a livello locale e con le altre risorse della comunità, come i servizi di volontariato.
Questa filosofia di intervento risulta adeguata a rispondere alle necessità di tutte le realtà assistenziali rivolte all’utente: dal distretto sociale alle comunità alloggio , dall’assistenza domiciliare alla residenza sanitaria assistenziale per utenti anziani, dai centri di salute mentale alla residenza sanitaria assistenziale per utenti con patologie psichiatriche.
Come si opera
Con il nostro gruppo di lavoro stiamo predisponendo un compendio indicativo dove si entrerà nel merito specifico dei contenuti necessari all’ottenimento della qualità espressa in termini di efficacia e di validità dei percorsi assistenziali personalizzati.
Questo percorso formativo riguarderà:
- Raccolta, analisi e definizione della domanda dell’utente.
- Definizione dell’ipotesi del problema su cui intervenire per migliorare le condizioni di salute della persona e migliorarne la qualità di vita.
- Individuazione dei soggetti e delle risorse.
- Definizione degli obiettivi che ci si attende di raggiungere.
- Programmazione degli interventi.
- Attuazione degli interventi.
- Verifica degli interventi.
Durante il processo di aiuto alla persona, teso a migliorarne la qualità di vita, vengono eseguite diverse verifiche intermedie in modo tale da comprendere se l’intervento è adeguato all’evoluzione della condizione della persona nella direzione attesa. Alla fine dell’esecuzione degli interventi, viene nuovamente descritta la condizione della persona. Questo si rende necessario sia per la verifica e la valutazione del processo di aiuto, sia per la progettazione di un nuovo intervento. Infine viene compiuta una nuova valutazione rispetto alla qualità e all’efficacia del processo di aiuto.
Un processo unitario
In conclusione con questo metodo le “prestazioni socio- sanitarie” vengono caratterizzate come processo assistenziale unitario, per soggetti deboli (anziani, handicap, soggetti psichiatrici o disabilità derivanti da patologie croniche degenerative). Avremo quindi delle prestazioni sanitarie a rilevanza sociale nei casi in cui l’efficacia dell’intervento sanitario dipende dalla capacità di integrazione con altri fattori e responsabilità sociali. Al contrario avremo prestazioni sociali a rilevanza sanitaria ogni volta che l’intervento avviene in presenza di problemi collegati allo stato di salute che possono trovare soluzione efficace con processi di inserimento ed integrazione sociale.
Un’attenzione particolare va dedicata infine alle prestazioni socio sanitarie ad elevata integrazione sanitaria, che, data l’intensità del fabbisogno sanitario a cui esse devono rispondere, rientrano nei livelli essenziali di assistenza finalizzati a migliorare la qualità di vita del cittadino.
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